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TrueCrypt, il software per creare dischi e partizioni cifrate, sia reali che virtuali e rendere illeggibili pendrive e hard disk USB
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I backup tengono i dati al sicuro da crash e altri problemi al sistema. Ma cosa succede se qualcuno se ne impossessa senza il nostro permesso? Potrebbe accadere, ad esempio, di smarrire il portatile, la chiavetta USB o il CD/DVD sul quale li abbiamo archiviati o subire l’attacco di qualcuno che riesce ad accedere al nostro computer. Cosa è possibile fare per proteggerli in questi casi? Il sistema più efficace consiste nel creare un volume cifrato (tipicamente una partizione o un intero supporto di memorizzazione) nel quale salvare i file e i documenti segreti che così risulteranno inaccessibili a chiunque non abbia il permesso di utilizzarli. Questo è quanto faremo anche noi in questo caso specifico servendoci del software TrueCrypt. L’installazione del programma è alquanto semplice. Sul sito ufficiale sono disponibili i pacchetti .rpm e .deb per OpenSUSE e Ubuntu, utilizzabili, ovviamente, anche su altre distribuzioni che utlizzano gli stessi formati. Installato TrueCrypt, per prima cosa (tutorial “Impostazioni per la cifratura”) stabiliamo gli algoritmi di cifratura da utilizzare e scegliamo il disco da utilizzare, dopodiché bisogna creare il nuovo volume cifrato (tutorial “Creazione del volume cifrato”) e formattarlo con un file system a nostra scelta. A questo punto, TrueCrypt scriverà al suo interno una serie di dati casuali per fare in modo che non sia possibile per un aggressore scoprire il contenuto del volume. Preparato il disco possiamo già utilizzarlo. Per farlo è sufficiente montarlo dall’interfaccia stessa di TrueCrypt e poi usarlo come un comune disco dati (tipo il nostro hard disk); la procedura da seguire è descritta dettagliatamente nel tutorial “Usare il disco cifrato”. Come test preliminare, possiamo provare a leggere dal volume cifrato, quando è ancora vuoto, e verificare se effettivamente è stato riempito con una serie di dati casuali, ad esempio utilizzando il comando dd per “dumpare” qualche byte, oppure è possibile aprire il device direttamente con un editor esadecimale.
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Tag: TrueCrypt, dischi cifrati, partizioni, dati sicuri, salvaguardia privacy
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