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Impara a gestire i codici a barre
E' il sistema più utilizzato per l’identificazione automatica di prodotti di ogni genere. Ecco come usarlo a “costo zero”
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Qualche anno fa, intervistato da una rivista di categoria per gli edicolanti, il rappresentante di una ben nota casa editrice spiegava ai lettori le meraviglie e i segreti del codice a barre, nonché i vantaggi che l’adozione di un software di scansione di tali codici avrebbe portato al lavoro quotidiano. L’occasionale professore raccontava che le case editrici erano solite affidare a ditte specializzate la generazione dei codici a barre: in pratica, si fornivano alla ditta i codici ISSN e i cosiddetti add-on relativi alle testate di un anno, e si ottenevano indietro le immagini dei codici a barre (quasi magia nera). è ovvio che l’affidamento del servizio all’esterno costava piuttosto caro. Per fortuna, l’editore in questione e non solo, sono in grado di generare da sé i suddetti codici. Ma quanti di questi usano software Open Source? Pochi. In realtà, chiunque fosse interessato, per etica o per risparmio, ad usare Software Libero, adesso può tranquillamente usare a Barcode, sviluppato dal kernel hacker nostrano Alessandro Rubini. Vediamo come funziona.
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Tag: codice a barre, generazione, Barcode, Software Libero
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